venerdì 15 gennaio 2016

Apertura mentale nella Food Valley, sia tra i ristoratori, sia tra i clienti.

Gli ostacoli più grandi nel variegato mondo Food Valley, non stanno nel palato. Ne siamo sempre più convinti, ma nell’apertura mentale che porta moltissimi ristoratori a non avere senso critico, non sforzandosi neanche di cambiare tecniche vecchie, metodi antiquati o semplicemente le proprie attrezzature di cucina, forse anni ’70.

Nella Food Valley c’è ancora gente che non vuole sapere, ma solo mangiare e che con arroganza da dell’incompetente al cuoco o allo chef che ha metodi diversi dai suoi.

In certi ambienti, poi, c'è poca valorizzazione per i cuochi, gli si attribuisce scarso valore, visto che sempre più spesso queste importanti figure vengono sostituite da improvvisati cappelli bianchi che non hanno preparazione e professionalità.

Per ovviare questi inconvenienti, per sanare certe impreparazioni, basterebbe studiare, applicarsi, informarsi.

Non si diventa cuochi o peggio ancora chef,  leggendo qualche rivista del settore o seguendo qualche puntata di format  tv.