Dopo la maturità tecnica nel settore turistico, ha frequentato numerosi altri corsi professionali, tra cui il diploma di croupier nelle sale da gioco. Per una decina di anni è stato impiegato in uffici tecnici e commerciali sia come lavoratore dipendente che autonomo. Nel 2011 entra nel progetto Aquolinae Cooking School e lo segue in ogni sviluppo. Sommelier Fisar professionista cura in particolar modo il settore wine, i rapporti con le aziende vitivinicole, i corsi di avvicinamento al vino, presentando ai turisti ed ai clienti Aquolinae il prodigioso panorama vinicolo italiano e mondiale. Attraverso il suo palato gusteremo ogni specialità che saprà descriverci raccontando aromi e sapori delle varie terre.
Con la sua mente arguta e la sintesi che lo contraddistingue, sa sorprendere e divertire, offrendo delle cose, una visione diversa e insolita.
E' un matematico con la passione per il basket (a 16 anni giocava in una squadra di serie C), la bicicletta da corsa e la mountain bike, il trekking, la musica, la lettura, il vino, la buona cucina e il poker . Ama la storia e la politica.
Colleziona francobolli, minerali, monete antiche e calici di ogni tipo. Adora le auto sportive.
Le migliori news selezionate dal magazine www.luxuryfoodandjob.com. Approfondimenti, interviste, cucina, gastronomia, racconti, viaggi, libri per i lettori sparsi in tutto il mondo. Suggerimenti del nostro personal shopper e del nostro bricoleur Archimede.
mercoledì 4 gennaio 2017
Chef Paolo Bertholier: chi è? Ecco come viene descritto in alcune interviste by Aquolinae che acquolina.
CHEF BY DAY, FITWALKER BY NIGHT.
di Wilma Zanelli
Ha raggiunto negli anni scorsi riconoscimenti importanti nell’entourage dei gourmets e dei gourmands, portandosi a casa la Stella Michelin e Les etoiles de la Gastronomie, grazie alla passione per una professione, quella dello Chef executive, che, in certi periodi dell’anno, soprattutto in luoghi turistici, vincola ad orari di lavoro estenuanti, fino a 15 ore (soprattutto all’estero), con brevissime soste tra la mattina e il pomeriggio e spesso assenza di giornate di riposo. Eppure lo chef valdostano Paolo Bertholier ama il suo lavoro, che svolge da oltre trent’anni, a spasso per il mondo, dal Brasile, alla Francia, dalla Svizzera al sud dell’Italia, dalla Valtellina alla Toscana, dalle Alpi in riviera.
A differenza di luoghi comuni, non ha fisicamente la stoffa dello chef e del maitre patissier, che nell’immaginario è sempre sovrappeso e poco attento alla linea ed ingrassa solo guardando le leccornie che impiatta. Lui, di corporatura magra ha un’attenzione particolare per il suo benessere psicofisico che diventa rapporto stretto con la natura e amore per lo sport all’aria aperta.“ Amo andare in mountain bike, nel bosco, negli altipiani. Mi piace pedalare per la Val Ferret di Courmayeur, Vertosan sopra Saint Nicolas, Cogne. Sono nato in montagna e sento la necessità di contatto con la natura. Il mio mestiere impegna moltissimo in certi periodi e vivere la natura mi libera dallo stress quotidiano.
Da ragazzo praticavo anche attività agonistica di sci da fondo, corsa campestre, sky running e per questo ho imparato a nutrirmi in modo sano ed equilibrato.
Nella mia cucina è la natura a segnare il passo, le ricette rispettano le stagioni. Mangio verdura, pasta artigianale, pesce.
E poi frequento anche la palestra, anche se prediligo l’aria aperta.
Mi ossigena, mi libera dalle tossine. Pure in inverno, almeno 2 volte a settimana, faccio fitwalking. I tempi in cui lavoravo all’Isola di Ponza la percorrevo a piedi in un’ora e mezza, ammirando panorami mozzafiato che all ’alba e al tramonto ne vengono maggiormente esaltati. In questi ultimi periodi, dovendomi adeguare a stressanti ritmi di lavoro e per proteggermi dal sole caldo della montagna, pratico il fitwalking di notte, alla sera tardi quando l’aria è rinfrescata. E qualche mio collega sta copiando questa sana abitudine. E’ bellissimo correre guardando le Mont Blanc e le stelle sotto la luna piena, magari pensando alla creazione di un nuovo antipasto complesso e difficoltoso come raggiungere una delle creste del Bianco.”
di Wilma Zanelli
Ha raggiunto negli anni scorsi riconoscimenti importanti nell’entourage dei gourmets e dei gourmands, portandosi a casa la Stella Michelin e Les etoiles de la Gastronomie, grazie alla passione per una professione, quella dello Chef executive, che, in certi periodi dell’anno, soprattutto in luoghi turistici, vincola ad orari di lavoro estenuanti, fino a 15 ore (soprattutto all’estero), con brevissime soste tra la mattina e il pomeriggio e spesso assenza di giornate di riposo. Eppure lo chef valdostano Paolo Bertholier ama il suo lavoro, che svolge da oltre trent’anni, a spasso per il mondo, dal Brasile, alla Francia, dalla Svizzera al sud dell’Italia, dalla Valtellina alla Toscana, dalle Alpi in riviera.
A differenza di luoghi comuni, non ha fisicamente la stoffa dello chef e del maitre patissier, che nell’immaginario è sempre sovrappeso e poco attento alla linea ed ingrassa solo guardando le leccornie che impiatta. Lui, di corporatura magra ha un’attenzione particolare per il suo benessere psicofisico che diventa rapporto stretto con la natura e amore per lo sport all’aria aperta.“ Amo andare in mountain bike, nel bosco, negli altipiani. Mi piace pedalare per la Val Ferret di Courmayeur, Vertosan sopra Saint Nicolas, Cogne. Sono nato in montagna e sento la necessità di contatto con la natura. Il mio mestiere impegna moltissimo in certi periodi e vivere la natura mi libera dallo stress quotidiano.
Da ragazzo praticavo anche attività agonistica di sci da fondo, corsa campestre, sky running e per questo ho imparato a nutrirmi in modo sano ed equilibrato.
Nella mia cucina è la natura a segnare il passo, le ricette rispettano le stagioni. Mangio verdura, pasta artigianale, pesce.
E poi frequento anche la palestra, anche se prediligo l’aria aperta.
Mi ossigena, mi libera dalle tossine. Pure in inverno, almeno 2 volte a settimana, faccio fitwalking. I tempi in cui lavoravo all’Isola di Ponza la percorrevo a piedi in un’ora e mezza, ammirando panorami mozzafiato che all ’alba e al tramonto ne vengono maggiormente esaltati. In questi ultimi periodi, dovendomi adeguare a stressanti ritmi di lavoro e per proteggermi dal sole caldo della montagna, pratico il fitwalking di notte, alla sera tardi quando l’aria è rinfrescata. E qualche mio collega sta copiando questa sana abitudine. E’ bellissimo correre guardando le Mont Blanc e le stelle sotto la luna piena, magari pensando alla creazione di un nuovo antipasto complesso e difficoltoso come raggiungere una delle creste del Bianco.”
(intervista Camminare edizioni Fusta - 2011)
"GLI CHEF DELLA NOSTRA REGIONE SI METTONO IN LUCE ALL'ESTERO"
Paolo Bertholier alla Settimana della Cucina Regionale Italiana in Brasile
"Esser chiamato a rappresentare la VAlle d'Aosta in un contesto così importante è stata una sfida che ho accettato subito. Erano presenti colleghi più giovani di me ma già di grande spessore, alcuni dei quali senz'altro diventeranno i maggiori chef d'Italia. Certo è stata una settimana molto impegnativa, ma ha prodotto grandi risultati: sono stati venduti oltre diecimila menù in soli sette giorni. Far rivivere la cucina italiana nel contesto brasiliano, non è stato facile, ma i venti ristoranti selezionati conoscevano bene la nostra tradizione. Io ho lavorato presso un ristorante umbro: "Friccò", guidato da Sauro SCarabotta, campione internazionale dii pasta all'estero e produttore di salumi e panettoni. Il mio voto? Dieci e lode. Infatti replicherò anche nel 2017: mi hanno chiesto di esser nuovamente presente per la Valle d'Aosta".
(intervista La Vallèe Notizie - ottobre 2016)
Wilma Zanelli vista dagli altri.... chi è? By Aquolinae Italian Cooking School.
Wilma Zanelli , biografia....
"La signora Zanelli sembra una donna, ma in realtà è una fucina di idee, un laboratorio di progetti innovativi che sforna a getto continuo, ma con l'attenzione che ogni Maestro cuciniere riserva ad ogni piatto prelibato. Anche acostamenti bizzarri, dobbiamo dirlo. Per esempio, un appuntamento dedicato alle contaminazioni tra cucina araba e siciliana. Oppure la Valle D'Aosta e il Madagascar a tavola. Ci ha persino confidato la sua ambizione di far incontrare i vini della Groelandia con quelli del Piemonte e le olive taggiasche con quelle della Siberia. Ma questi, per adesso, rimangono sogni nel cassetto. Tutto il resto, l'impegno televisivo, i servizi giornalistici su mille e uno progetti d'alimentazione, la redazione di guide gastronomiche, l'istituzione di scuole di gusto e cucina, anche con collegamenti internazionali, tutto questo è realtà quotidiana. Ma dove troverà tanta energia questa giovane signora? Forse nel suo DNA perchè nel suo albero genealogico, si notano personaggi di grande spessore storico ed umano: un Capitano di ventura, un Cardine ed anche un Papa e tanti mecenati, eroi di guerra, ecc... Per quanto ci riguarda, noi in questo momento (perchè non possiamo prevedere quello che produrrà questo "vulcano in gonnella", siamo lieti di aiutare Wilma Zanelli a vivere nuove esperienze esaltanti accogliendola tra i Cavalieri del Tartufo e dei Vini d'Alba".
20 marzo 2016 - Castello di Grinzane - Presentazione Investitura Cavaliere dell'Ordine del Tartufo e dei Vini d'Alba
UN CROWDFUNDING PER UN IMPIANTO MOBILE: PRIMI PASSI PER LA PROMOZIONE DELLE "CUCINE ALTE"
"... un aspetto al quale teniamo molto è la formazione dei giovani, l'aiuto che possiamo dare loro per cercare un' identità professionale, costruendo stage formativi, contatti con aziende enogastronomiche e con cucine di alberghi e ristoranti nei quali si potrà fare esperienza. ... L'Accademia farà cultura del cibo in ogni sua forma, sviluppando la cucina delle Terre Alte, magari riscoprendo ricette antiche...."
intervista a Wilma Zanelli - Gazzetta Matin - maggio 2016
LA CUCINA IGNORANTE
La cucina ignorante è di chi pensa che basti avere in mano una ricetta con giuste grammature per poterla replicare senza problemi, di chi crede che far da mangiare sia una professione e confonde il mestiere del cuoco con quello dello chef. Di chi è convinto che la cucina sia solo passione e fantasia e pensa di metterla a reddito senza preparazione,competenza, esperienza e studio. La cucina ignorante è quella senza formazione, senza sviluppo e conoscenza. Stasulla bocca di tutti e per questo sembra così avvicinabile che basta fare un buon sugo o un risotto per aprire un'attività di somministrazione. La cucina ignorante non permette ai cuochi di esprimersi, non li valorizza e non li paga sufficientemente. Crede che chiunque possa improvvisarsi maitre o camerieri e che sia un pesiere senza tecnica, in cui basti il sorriso e la camicia bianca.... "
da Gusti & Disgusti - Gazzetta Matin
martedì 3 gennaio 2017
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