sabato 26 dicembre 2015

La recensione che mette in risalto il dettaglio più banale della serata a tema: un'etichetta scelta proprio dal recensore.



Una sera avevamo a tavola una ventina d' "esperti" di una "congregazione nazionale" che elargisce nomine e altri gadget per premiare questo e quello chef ed il relativo ristorante. C'era nell'aria una tensione che si respirava..   Avevo lo stress tra le mani, tra i tovaglioli  ... io che non m'intimorisco, ero spaventata. Mi chiedevo quale diavoleria avrebbero potuto inventarsi gli "esperti" di cucina. Tutta la mia brigata era agitata, forse lo ero più io che ciondolavo avanti indietro pregando il Cielo che non accadesse nulla che inficiasse il nostro lavoro. Il gruppo "dei 18" aveva scelto un menù mi pare lombardo e aveva voluto abbinare un vino...Avevano scelto il più scadente, tanto che il nostro sommelier storse il naso ed io mi domandai: " Visto che sono stati loro a far la scelta sbagliata, ci crocifiggeranno proprio per questo vino banale banale?". La cena proseguì, finì,  tra baci e abbracci e poi....Arriva la recensione e tra i commenti più significativi ed interessanti dell'esperto (di giorno è avvocato e la sera gourmet), si cita il vino. Si parla di un ottimo abbinamento ecc. In sintesi, il tanto impegno in cucina, la ricerca di ricette locali ecc, ha portato ad una recensione in cui  si mette in risalto il dettaglio  più banale della serata a tema e meno azzeccata, visto che la Congrega era lì per valutare la cucina e che il vino era stato proprio scelto dall'avvocato gourmet.