E' il primo venerdì di primavera, il sole è piacevolmente caldo, l'aria è profumata di fiori, di cioccolata e vaniglia.
Passeggio tra gli stands ammirando macarons, uova di Pasqua, cremini, fiumi di fonduta al cioccolato, gelati, praline, gianduiotti, Nutella e Bicerjn mentre voci di corridoio, dei soliti bene informati, giurano d'aver visto il giornalista Marco Travaglio, camminare tutto solo, con aria quasi sognante ed un sorriso a 32 denti, di fronte al Museo Egizio.
Qualcun altro, con dovizia di particolari aggiunge il gossip legato alla vita sentimentale, notizia, vera o presunta, di cui non ero al corrente, almeno sino a quel momento. Una donna, nel gruppetto, suggerisce che forse Travaglio si sta dirigendo al Teatro lì vicino, così, spinta da motivazioni di "dovere di cronaca giornalistica", m'avvicino con calma, verso Via Accademia delle Scienze.
Di Travaglio, nemmeno l'ombra. C'è solo una scolaresca in visita, qualche inglese a passeggio e una coppia di tedeschi in vacanza, mentre sotto la grande statua all'entrata del Museo, il folclore di un "vu cumprà" coi tappeti stesi e la mercanzia in vendita, mi trasferisce con la mente Al Cairo.
E mentre la fantasia naviga più velocemente dei 4 G dello smarphone, decido di fare una capatina in un vicino bar. In Via Soleri, la tazzina di caffè espresso costa euro 2,50 e dopo una breve sosta dedicata ad una tazzurriella neanche gustosissima, riprendo a camminare naso all' insù, guardando le belle facciate dei palazzi, sino a quando, imbocco Via Principe Amedeo.
Il momento è propizio per entrare in un salone di parrucchieri. Decido per un taglio, il colore, qualche colpo di sole e una piega. Il locale è nuovo, ben arredato, i titolari che fanno coppia anche nella vita privata, sono due giovani che hanno inaugurato l'attività da alcuni mesi.
Anche loro amano Torino ed Antonio racconta della sua esperienza a Bolzano nel salone di parrucco della famiglia e poi la scelta lavorativa nel capoluogo piemontese, per una carriera professionale divisa tra negozio, sfilate e pedane.
Tra una sforbiciata e un colpo di phon, penso alla Torino delle Madamine, col suo accogliente salotto, gli eleganti corsi, le boutique, i negozi, la bellezza dei portici. Ben 18 chilometri di arcate di cui 12, costituiti da portici interconnessi e continui.
Un vero e proprio patrimonio storico tra palazzi antichi di inizio 900. E quante altre cose si potrebbero raccontare celate tra la Torino magica a caccia di misteri e simboli esoterici e la Torino tecnologica e di cultura spaziale.




