Mentre l'Italia prosegue il suo viaggio verso lo sfascio, a Roma discutono sui tagli agli stipendi degli operatori tecnici parlamentari (barbieri) che "finalmente" percepiranno "solo 99mila euro annuali", mentre alcuni dirigenti sindacali riescono ad andare in pensione con un mese di contributi, molti dei nostri giovani scappano a Londra per fare i camerieri e le aziende abbassano le serrande. Una miriade di micro imprese che sono il tessuto economico italiano, oltre 4.100.000, ovvero il 95% di tutte le imprese in Italia, fatica, si ristruttura, cercando di restare a galla con dignità.
In questo regime di pura schizofrenia, c'è un' Italia, quella vera, fatta di gran lavoratori, imprenditori seri, giovani dotati di buona volontà che vorrebbero risollevarsi, riemergere, ma come fare, dove andare, cosa fare?
Ognuno cerca una soluzione.
Anch' io, la sto cercando e mi permetto di fare con voi un ragionamento ad alta voce. Mi auguro che sia di aiuto e di sprone anche per altri piccoli imprenditori. Intanto decido di restare in Italia, anche se ci sono offerte allettanti ad Est dove la pressione fiscale e la burocrazia non affossa chi lavora 16 ore al giorno, offrendo salario anche a dipendenti. Poi decido di evolvermi e lo suggerisco anche ai clienti che spesso si rivolgono a noi per migliorare, affinare, ottimizzare il loro lavoro. Si deve affiancare alla cultura del fare, la cultura manageriale, che tradotto significa: pianificazione, organizzazione, guida, coordinamento, controllo e tanta voglia di mettersi in discussione. La passione, l’amore, motori che hanno permesso alle nostre aziende di arrivare ad oggi, non sono più sufficienti a garantire lo sviluppo e la crescita dell’azienda stessa. Dobbiamo “scendere dal nostro treno” che certamente rappresenta un mezzo sicuro e conosciuto che ci ha portato fino ad oggi, per ridefinire i nostri nuovi obiettivi.